Skip to Content

Le due università di Torino, oppure tre

Alberto Musy Candidato Sindaco

Alberto Musy (Università del Piemonte Orientale)
Candidato Sindaco Torino del Nuovo Polo

Torino ama le sue due università.

Il successo del Politecnico è sotto gli occhi di tutti: rende la città più bella, attira giovani studenti che vengono a Torino da tutta Italia, mette d’accordo il mondo dell’impresa e i neo-laureati.

Le sue due sedi storiche, la residenza sabauda al Valentino dedicata ad Architettura, ed il grande complesso in Corso Duca degli Abruzzi, prevalentemente destinato ad Ingegneria, con la nuova struttura di via Boggio, colpiscono per la tecnologia d’avanguardia e la cura del design. L’offerta delle culture politecniche è amplissima e in continua evoluzione: dallo spazio all’ambiente e al territorio, dalle telecomunicazioni e l’informatica all’energia, dalla meccanica all’elettronica, dall’architettura ed edilizia al restauro e ai beni culturali, la chimica, l’automazione, l’ingegneria elettrica, il design industriale. Inoltre, scegliendo di offrire una serie cospicua di percorsi formativi interamente in lingua inglese, e un programma di doppie lauree, il Politecnico si colloca direttamente sul mercato europeo dell’istruzione superiore facendo concorrenza ai maggiori atenei europei.

Eppure con il suo secolo di storia il politecnico è un’università giovane, a confronto con l’Università degli studi di Torino, che conta 600 anni di storia nella nostra città.

Anche se le nostre due università sono entrambe un esempio d’eccellenza sul territorio nazionale, Palazzo Nuovo potrebbe collocarsi a ragione ai primi posti delle classifiche europee. Infatti, mentre è indiscusso il ruolo culturale e scientifico di Unito sul territorio, essa mostra un certo ritardo rispetto al Politecnico nel cogliere le opportunità offerte dalle sinergie con aziende, imprese e fondazioni bancarie locali e straniere e dall’apertura al mercato dell’alta formazione europeo.

Per farlo Unito potrebbe puntare sulle proprie radici, pur mantenendo una vocazione internazionale: le lettere, la filosofia e le arti, lo studio della lingua e della letteratura classica, la storia, l’archeologia. Non sto parlando di un ritorno al passato, ad un medioevo degli studi universitari in Italia, ma della scelta sensata di puntare sulle nostre risorse migliori, sulle ricchezze che pochi paesi possono vantare, sulla nostra storia e sulla cultura umanistica, che è capace di gestire l’imprescindibile interdisciplinarietà dell’attuale mondo scientifico ponendo al centro l’uomo e la società in cui vive. Tutto ciò alla luce delle più moderne tecnologie e conciliando concretezza e realismo con un approccio scientifico di altissimo livello, sull’esempio del Corso di laurea interfacoltà in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali attivato gestito presso la Venaria Reale dalle facoltà di Lettere e Filofia e Facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali. Questo percorso potrebbe accompagnarsi all’ampliamento dei servizi offerti agli studenti e all’accrescimento del ruolo economico svolto dall’Ateneo nel territorio, inaugurando un circolo virtuoso volto alla valorizzazione di Torino come Città universitaria.

D’altro lato Torino, infatti, può e farebbe bene ad attirare nel suo territorio le università straniere, con un vantaggio economico e sociale notevole. Rispetto ad altre città italiane che così hanno già fatto, Torino gode di una posizione geograficamente privilegiata, offre numerosi servizi agli studenti, possibilità di alloggiare in residenze universitarie o alloggi privati a costi ragionevoli rispetto alle altre metropoli italiane, e non mancano certo le opportunità di sport, divertimento e turismo.

Non mi riferisco solo alla possibilità di ospitare programmi semestrali e annuali offerti da università straniere, soprattutto americane, ai propri studenti già iscritti presso le sedi principali all’estero. Ma soprattutto all’opportunità di ospitare college e università straniere che permettano il conseguimento di un titolo accademico straniero a Torino, come la American University of Rome, la John Cabot University e la St. John’s University a Roma, e la Johns Hopkins University a Bologna. L’università, le nostre due università, sono per Torino la maggiore risorsa per avviare un processo di sviluppo e di competitività internazionale e per formare la società civile e le future classi dirigenti, divenissero tre, arrivasse un campus europeo di una università americana avremmo il vantaggio di poter mettere i nostri due atenei in competizione con il resto del mondo con beneficio per tutti.


page | by Dr. Radut